Vitigni minori piemontesi


Fonte: CNR Istituto di Virologia Vegetale, Unità di Grugliasco; Anna Schneider, Stefano Raimondi

Le vicende storiche e la posizione geografica, un ponte proteso al centro del Mediterraneo, hanno reso la nostra Penisola ricchissima di biodiversità. Non fa eccezione la vite. In Piemonte, ad esempio, si sono salvate qualche centinaio di cultivar rare. Se è vero che non tutto questo materiale merita di essere riproposto, è anche vero che i “vecchi” vitigni possono rappresentare un’opportunità per quei produttori interessati alle loro peculiarità e al loro profondo e spesso seducente legame storico e culturale con il territorio.

Nel 1992 è stato avviato un vigneto di conservazione del germoplasma piemontese, orientato a raccogliere e mantenere soprattutto i vitigni minori, rari e in via di abbandono (e pertanto destinati a scomparire).

Recentemente, grazie al progetto ‘Valutazione delle attitudine produttive ed enologiche di vitigni minori piemontesi’, a finanziamento regionale, sono state vagliate le caratteristiche qualitative di una trentina di vitigni minori del territorio piemontese e sono emerse alcune vere ‘perle’ da riscoprire:

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